Ma non solo.
E' più di un limite.
Addirittura è un'esperienza negativa.
Come spiegarselo?
Come accettarlo?
Rifiutarlo significa soffrire di più:
oltre al dolore dovremmo subire anche la rabbia.
Non so spiegare perché dovremmo accettare il dolore.
Ma intuisco che
se non mi sento padrone della mia vita,
se mi rendo conto che tutto ciò che vivo è un dono,
che niente di ciò che ho ce l'ho per diritto,
che niente di ciò che sono lo sono per diritto,
beh allora anche il dolore mi apre delle porte
che altrimenti non potrei aprire,
anche il dolore mi riporta all'essenza della mia umanità,
intrisa di limiti che mi mettono spalle al muro
per spedirmi diritto verso un infinito che altrimenti non saprei trovare.
Solo l'umiltà nell'accettare il nostro non capire
ci permette di intuire il dono nel profondo mistero
dell'esperienza del dolore.
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