Nel fresco del mattino,
prima che il sole arrivi
e non ci colga impreparati ed ancora assonati,
pian piano, raggiungiamo il vigneto.
Poche parole ancora....
parlano le forbici con i loro veloci tagli
animate da mani laboriose ed infraddolite.
Con educazione, il sole entra
come promesso,
le mani si scaldano
e i secchi, uno dopo l'altro
si riempiono, si passano di mano in mano e si svuotano:
una cascata orgogliosa di grappoli.
Iniziano il chiaccherio, i rimproveri, le risate,
i pensieri...
Meravigliosi colori d'autunno in concerto con il sole,
foglie infuocate ai confini,
chicchi blu dai riflessi rossi,
giallo, rosa, viola, arancione...
alcuni rami, come in una danza, si intrecciano avvolgendo i fili di ferro
altri, innamorati dell'uva, le si arricciano attorno.
Il sole ci accompagna nelle ultime ore di lavoro
ci dona le sue pitture più belle:
una luce dai splendidi colori.
Arriva la frescura della sera
riuniti tutti sotto l'ultima vigna per raccogliere le ultime bellezze della giornata
torniamo, a passo lento, ridendo e salutandoci
ciascuno con un meritato grappolo in mano
che morde con passione
confidandogli una serena e dolce stanchezza...
sono le sette
dalla piccola chiesetta suonano le campane di ottobre...
stasera leggo in una poesia del poeta cileno
"...Vita
sei come una vigna
tesaurizzi la luce e la distribuisci
trasformata in grappoli..."
lunedì 6 ottobre 2008
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